Lo Hobby: Scoperto il nome di chi ha scelto la Donzella autunno/inverno 2018. È stata “la manina”

Nonostante sia passato ormai qualche giorno dalla sfilata- evento in occasione del tricentenario della nascita di Paolo Saverio Di Zinno, padre de “I Misteri”, le polemiche non accennano a placarsi. Eppure l’organizzazione è stata impeccabile e Piazza Municipio era talmente gremita che l’associazione Molisani nel Mondo si sta riunendo in queste ore per cambiarne il nome in “Il Mondo nel Molise”.

Tutto è iniziato con la scelta democratica della Donzella autunno/inverno 2018. Quella primavera/estate 2018, ossia la bellissima Sarah Khalaf, ha appreso di essere stata scaricata per una ragazza – altrettanto bella – di origini molisane (da parte di madre) ma nata e vissuta a Roma e che, dei Misteri, ne aveva sentito parlare in passato ma credeva si trattasse dell’ album heavy- rock di frate Cesare Bonizzi (in arte, Fratello Metallo).

Arriva quindi, successivamente, anche il post accorato della Khalaf in persona che, sul suo profilo Facebook, si lascia andare ad uno sfogo tanto schietto quanto garbato, raccontando in poche righe tutto il disagio vissuto al momento della (per lei) inaspettata presentazione di Chiara Rossi nelle vesti di Donzella invernale:

Non è mia intenzione né accendere polemiche, né lanciare accuse verso qualcuno.

Il mio carattere e la mia educazione mi portano ad essere sempre sincera e spontanea, e proprio con spontaneità e senza filtri ho dovuto riconoscere che il metodo utilizzato mi ha spiazzata. Perché il fatidico cambio mi è stato comunicato solo al momento della presentazione del calendario mentre ero seduta lì in prima fila, pronta a ricevere (come molti mi avevano garantito nell’ambiente) una riconferma.

Non è stato un bel pomeriggio, lo ammetto. Ad ogni modo, ringrazierò sempre la famiglia Teberino per l’opportunità ricevuta e il sogno realizzato. Viva Campobasso, Viva i Misteri!”

In poche parole il metodo scelto per comunicarle di essere stata fatta fuori come i canditi dal panettone, somiglia molto a quello di chi lascia il proprio partner con un messaggio WhatsApp “ho bisogno di riflettere perché ti amo troppo. Non sei tu, sono io. Prendiamoci una pausa!”.

A causa delle numerose e incessanti polemiche da parte di chi crede debba essere il popolo stesso a decidere democraticamente per LA festa del popolo e non “intrighi” di Palazzo, l’Associazione “Forche Caudine” a Roma ha diramato un comunicato in cui spiega chiaramente di aver ricevuto a fine ottobre una e-mail dagli uffici della Regione Molise che invitava a selezionare la Donzella tra i giovani di origine molisana residenti all’estero. E come racconta spesso la seguitissima pagina Facebook “Il Binario 20BIS”, ogni pendolare della Terra di Mezzo sa perfettamente che Roma è più all’estero di Okinawa se si comparano le ore di viaggio e i vari scali per raggiungere i pullman sostitutivi quando la Freccia s’inceppa.

Il comunicato continuava spiegando di aver risposto all’assessore al ramo, Vincenzo Cutugno, “ma nun te va bene la Donzella de giugno che qui c’avemo da fa’?”

Dopo le varie insistenze da parte di chi governa la Terra di Mezzo, e sapendo che per la prima volta ci sarebbe stata pure una delegazione proveniente da Bruxelles (I Misteri sono candidati al riconoscimento di Patrimonio Immateriale dell’ Unesco), è arrivato quindi il suggerimento illuminante: fare un gruppo WhatsApp dal titolo “chi c’ha la tris nonna de quelle parti? Va bene pure chi ha adottato ‘n cane a Mirabello, basta che la famo breve!”

Insomma, l’unica cosa certa è che la povera Chiara Rossi non abbia davvero colpe in questa storia, anche perché non solo è mora, capelli lunghi, giovane e bella ma poi, come spiega Liberato Teberino (presidente dell’Associazione Misteri e Tradizioni) in tv, ospite di Teleregione, “escludendo le bionde e quelle con i capelli corti, tra le competenze richieste è stata inserita la conoscenza della lingua italiana”. Essenziale per chi deve tacere tutto il tempo.

Inoltre della Rossi, sui social, tantissimi molisani ne hanno parlato più che bene, sottolineando il fatto che la nuova Donzella sia la felice proprietaria di “un sorriso disarmante”. Niente di più vero. Un sorriso che non dovrebbe mai vedere la luce, come tradizione vuole, perciò sarebbe andata bene anche una dentatura a pianoforte.

E per finire in bellezza, proprio per non far mancare suspense e colpi di scena alla vigilia della sfilata invernale degli Ingegni del Di Zinno, qualcuno ha ben pensato di tranciare (per ben due volte) i cavi delle luminarie installate sul Castello Monforte. Sabotaggio fortunatamente non riuscito perché la festa non solo c’è stata ma è stata più luminosa e partecipata che mai.

Dopo attente indagini si è addirittura arrivato a scoprire che a compiere lo squallido gesto potrebbe essere stato:

a) Qualcuno a cui non è andata giù la scelta della Donzella

b) Qualcuno a cui non piacevano le luminarie del Natale 2018

c) Un delinquente

d) Uno scoiattolo

e) Ancora una volta “la Manina”

f) La manina di uno scoiattolo delinquente a cui stavano sulle balle luminarie e Donzella.

(Il mio pezzo per http://www.moliseweb.it )

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Il mio pezzo per Molise Web #LoHobby

#LoHobby – Aida Romagnuolo, violenza sulle donne? bisogna tornare alle elementari

di Cristina Salvatore

In occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il Molise è sceso in piazza per far sentire la sua voce, organizzando eventi, fiaccolate e incontri informativi, contando sul sostegno e la collaborazione fondamentale delle Forze dell’Ordine e delle operatrici dei Centri Antiviolenza distribuiti sul territorio. Perché la violenza di genere è un fenomeno tutt’altro che in calo. Si conta una vittima ogni tre giorni. La politica della Terra di Mezzo ha sguainato le spade per andare a  combattere una battaglia che vede (da sempre) uomini irrisolti e codardi accanirsi sulla vita di donne troppo spesso considerate una loro proprietà. “La mia donna”;  “tu sei mia”; “le nostre donne”; “non puoi lasciarmi”; “devi badare alla casa”; “non esci vestita in questo modo” e via così, una serie infinita di divieti, ordini e vessazioni radicati nella mala cultura di certi padri/padroni a cui andrebbe davvero insegnato, fin dentro la placenta, l’eguaglianza e il rispetto nei confronti del genere umano.

Premessa, questa, fondamentale e doverosa, tra l’altro condivisa da tutta la classe politica nazionale in virtù di un potere decisionale in grado di cambiare concretamente le cose.

Sulle pagine di tantissimi gruppi social, Facebook in particolar modo, in occasione del 25 novembre, hanno iniziato a circolare slogan e volantini con le immagini di governanti, sindaci, assessori e consiglieri che per la causa “c’hanno messo la faccia”.

In particolare, quello della consigliera regionale, Aida Romagnuolo, ha attirato l’attenzione di molti utenti sia perché chi cura l’immagine social dell’esponente leghista ha ben pensato di diffondere ovunque l’opportuno messaggio della consigliera facendo sì che la locandina prendesse possesso della home di tutti i molisani dotati di connessione internet, sia per il tenore meno opportuno di alcuni commenti a corredo.

Esempio:

Un tale ha scritto “ […] è la giornata nazionale dell’odio delle femministe nei confronti dei bambini e dei loro padri.”

E’ infatti risaputo che le femministe ogni giorno sacrificano i primogeniti maschi lasciandoli nelle mani dei loro uomini giusto il tempo di una banale pizza fuori con le amiche. Per alcuni maschi evidentemente, dover cambiare pannolini o pulire rigurgiti ‘una tantum’, deve apparire di una violenza inaudita. In molti, ancora oggi, credono che il femminismo, quello sano e quello nobile, sia un movimento finalizzato a disintegrare le scatole altrui senza apparente motivo piuttosto che un movimento finalizzato ad ottenere pari diritti per tutti i generi.

E ancora :“No alle calunnie di genere. La violenza non ha sesso”.

Questo è vero. E poi quanti di noi, da bambini, dopo una marachella innocente (tipo lanciare il gatto dal balcone per testare se è vero che cade sempre in piedi),  hanno beccato lo zoccoletto in legno massello sulla fronte, lanciato con una tale precisione da chiedersi “come mai la mamma ha scelto di fare tirocinio per insegnare storia dell’arte e non insegnare ad arte il tiro con l’arco?”.

“Per l’onu  – testuale – l’Italia è una delle nazioni più sicure per le donne. Nel 2017 secondo i dati del ministero dell’interno vi sono stati 120 feMMinicidi e solo 116 maschicidi + altri 4 cittadini italiani trucidati all’estero. Per telefono azzurro le madri sono più violenti dei padri.”

Giusto! Come mai non si scende in piazza contro i ‘maschicidi’? Perché, se ogni tre giorni una donna viene barbaramente uccisa dal proprio compagno, marito o convivente, tutti i santi giorni un uomo (anche all’estero, come suggerisce il commento) viene steso a colpi di borsettate da una ‘femmina’ che lo aggredisce alle spalle, senza avere possibilità alcuna di difendersi. Solo che le statistiche non lo dicono. E’ evidentemente un complotto ordito dalla sinistra.

 “Anche la magistratura inquirente denuncia dal 2009 l’uso strumentale delle querele per violenza familiare in fase di separazione fatte dalle mogli contro i mariti. Infatti oltre il 90% vengono archiviate a fine indagini. La maggior parte di queste false accuse vengono pianificate negli anticostituzionali centri antiviolenza donne. Si al ddl Pillon, come promesso dal nostro capitano Salvini, per un affido veramente condiviso dei figli con mantenimento diretto e doppia residenza”.

Qui non c’è nulla da aggiungere. Il concetto è chiaro così. Infatti ad avvalorare questa tesi, arriva il commento di un altro utente (su un’altra pagina ma sotto la stessa foto più volte condivisa) che spiega perfettamente come potrebbe risolversi il problema in pochi semplici passi:

“Aida, se vietassero i matrimoni per legge, finirebbe il malcostume di credere che il partner sia una proprietà per contratto. Di conseguenza si ridurrebbero drasticamente anche gli uxoricidi […]”.

E qui, signori miei, c’è del genio. Dovrebbero pensare anche di eliminare i prodotti in offerta così non ci sarebbe più gente che si scanna per un pandoro. Anzi, bisognerebbe non produrre più pandori e basta!

Per concludere, questi e altri commenti sono stati beatamente ignorati da chi dovrebbe parlare, spiegare e diffondere LA cultura. Anche e soprattutto sui social, che ormai contano più presenze di qualsiasi piazza reale.

Nulla contro la consigliera che da sempre è politicamente impegnata per rendere migliore la vita nella Terra di Mezzo, anzi. Risulta d’impatto pure la foto a corredo dello slogan, scelta accuratamente proprio per sensibilizzare il popolo su questo tema così delicato: china sul cellulare, probabilmente intenta a digitare il numero delle Forze dell’Ordine per aiutare il prossimo. Messaggio che arriva “forte e chiaro”.

 

 

 

http://www.moliseweb.it/info.php?id=18414&fbclid=IwAR3mB1mvWKju-hk3lyQymkTTufjRbM_aMNEeQ-ZAK3OHfHWqJAyDWaAagpA

Le orme sono sempre sei, in libreria

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E’ già disponibile online sul sito della Morlacchi (link sotto), su Amazon, Ibs, Mondadori, Feltrinelli, Rizzoli, Libreria Universitaria, etc, la mia piccola opera dal titolo “Le orme sono sempre sei”.
Tra qualche giorno riceverò le copie qui da me. Il libro tornerà a casa e potrò finalmente odorare quelle pagine che per un lunghissimo anno mi hanno regalato compagnia e calore (ero legata dagli accordi Rai). Ma erano solo mie.
Mi rendo conto che a breve potrò condividerle con tutti voi e sono tanto emozionata perché scrivere un libro come “Le Orme…” è stato per me come attraversare una strada sterrata senza avere le scarpe giuste. Mi sono buttata portando dietro il necessario, che quasi sempre, nel mio modo sconclusionato di esistere, non combacia con ciò che poi occorre. Io porto le scarpe da ginnastica quando servono le pinne. Io metto i tacchi quando servono le ballerine. Io metto il cappotto quando fuori la gente indossa le maniche lunghe e basta. Io cado nelle buche perché mi fisso ad osservare le nuvole mentre tutti, tutti, mi gridano “guarda in terra!”. Io sono sempre nel posto giusto al momento sbagliato. E ho sempre vissuto nel posto sbagliato al momento giusto.
Questo libro parla di un amore per un cane. Ma non parla di cani.
Questo libro non parla di me ma parla delle mie emozioni.
Questo libro ha come protagonista una donna che indossa il nome di Silvia, che per tutti “eh ma è tua sorella!” e invece ho scelto il nome che mi è sempre piaciuto perché io e Ale lo abbiamo scelto per nostra sorella. Una delle poche volte in cui sono stata coerente.
Questo libro parla di amore e amicizia. Di rispetto e speranza. Di morte e vita.
Questo libro fa sorridere e commuovere.
È pieno di contrasti e contraddizioni perché io sono piena di contrasti e contraddizioni.
È finto ma vero. È un romanzo ma è anche un giallo.
È per i giovani e per gli adulti.
È scritto con leggerezza perché affronta tematiche impegnative.
Si è classificato primo nella Regione Molise per il concorso indetto da Rai Eri “La Giara” e adesso il romanzo “in meno di 300mila battute” ci sarà per quella terra che pochi conoscono ma che per fortuna, esiste.

https://www.morlacchilibri.com/varia/index.php?content=scheda&id=587

http://www.rizzolilibri.it/scheda-libro/?isbn=9788893920360

https://www.lafeltrinelli.it/smartphone/libri/cristina-salvatore/orme-sono-sempre-sei/9788893920360

https://www.mondadoristore.it/Le-orme-sono-sempre-sei-Cristina-Salvatore/eai978889392036/#.W_fqnllItRU.whatsapp

Attacco ai giornalisti: una considerazione doverosa

Basta una piccola ricerca sul web per ricordarsi di tutte le volte in cui il Movimento esultava quando la stampa non faceva sconti né a destra né a sinistra, puntando i riflettori su ogni passo falso del governo Berlusconi, Renzi, sul papà di Renzi, su Ignazio Marino (per citarne alcuni) e pure sulla Lega Nord per la questione dei rimborsi elettorali “da restituire agli italiani”. La stampa ha sempre indagato, parlato – a volte sbagliato, usando anche toni duri (durissimi!)- e scritto su chi era al potere e in alcuni casi ha letteralmente “massacrato” certi personaggi di spicco della vecchia classe politica. Sono volate querele, cause, rettifiche, scuse e pure risarcimenti ma mai si è attaccato in maniera così pericolosa TUTTO il sistema dell’informazione, in generale.
Chi sbaglia, in qualsiasi campo, paga e deve pagare (!) – e qui entra in gioco la magistratura e la nobiltà antica del garantismo, fondamento dello Stato di diritto – ma la campagna denigratoria e oltraggiosa messa in atto nei confronti di tutta la categoria fa letteralmente spavento. E deve spaventare tutta la popolazione perché, quando si tocca il sistema informazione nella sua totalità, indistintamente, si lede il diritto sacrosanto alla libertà di espressione e manifestazione del pensiero e a quella sacra di essere informati e poter scegliere da chi informarsi. E pure il diritto al lavoro (quello della categoria dei giornalisti che da sempre fa la fame), se è per questo.
Il giornalista fa domande, il politico risponde e se risposte trovano conferma nei fatti, la politica non deve tremare anzi, incoraggiare semmai. Il giornalista indaga e se sbaglia, paga. Ma se ha ragione ha fatto solo il proprio dovere rendendo un servizio essenziale ad uno Stato democratico e libero: informare il popolo sulle attività di governo e di tutti i governi che ci sono stati e verranno. Non si può pensare che il ruolo della stampa debba essere relegato a mero strumento di diffusione dell’operato di chi fa proclami senza che si vada a fondo sulla veridicità di questi. Quella non sarebbe informazione ma pura e semplice comunicazione dettata e stampata.
Detto ciò, L’Espresso aveva fatto un piccolo riassunto di tutte le contraddizioni del Movimento. E perché proprio del Movimento? Ce l’ha con i suoi esponenti? La risposta è molto più semplice e meno soddisfacente da un punto di vista gossipparo: perché è la maggiore forza politica al governo e le tocca come è toccato a tutti. Almeno per ora.

[…]Io sono del Sud, io sono di Napoli. Faccio parte di quella parte d’Italia cui la Lega diceva ‘Vesuvio lavali col fuoco’. Non ho nessuna intenzione di far parte di un Movimento che si allea con la Lega Nord
Luigi Di Maio a Porta a Porta (19/01/17)

Noi non pensiamo ad alleanze con la Lega Nord o altri […] Sono persone inaffidabili con cui non si può avere a che fare
Luigi Di Maio In un comizio in Sicilia (01/11/17)

Salvini è un traditore politico. Salvini fa più schifo di Renzi e Berlusconi insieme
Blog delle Stelle (01/10/17)
Il primo giugno giura il governo Conte sostenuto da M5S e Lega

Al primo Consiglio dei ministri dimezziamo stipendi ai deputati e 30 miliardi di sprechi: bastano 20 minuti
Luigi Di Maio durante un comizio (02/02/18)
In 22 Consigli dei ministri il taglio degli stipendi dei parlamentari o di 30 miliardi di sprechi non è mai stato affrontato

La mia posizione è molto semplice: basta premier non votati da nessuno
Blog delle Stelle (03/04/18)
Il premier Conte non è stato soggetto ad alcuna operazione di voto individuale

Con pensione e reddito di cittadinanza che introduciamo con questa legge di Bilancio avremo abolito la povertà
Luigi Di Maio a Porta a Porta (26/09/18)

Abbiamo eliminato la povertà per la prima volta nella storia
Movimento 5 Stelle su Facebook (28/09/18)
Purtroppo no

Il Movimento 5 Stelle al governo istituirà un ministero del Turismo che si dedicherà totalmente alle politiche del turismo in Italia
Luigi Di Maio su Facebook (25/05/17)
Il ministero del turismo non è stato istituito

Se l’Unione Europea si ostina ad avere il suo atteggiamento io e tutto il Movimento 5 Stelle non saremo disposti a dare più 20 miliardi di euro all’Unione Europea ogni anno, ce ne prendiamo una parte
Luigi Di Maio in un’intervista (24/08/18)
L’Italia versa alla Ue più di quanto riceve, ma il saldo tra entrate e uscite è negativo in media di una cifra
tra i 2 e i 4 miliardi

La flat tax è una bufala ed è incostituzionale: meglio chiamarla flop tax. Scasserebbe i conti dello Stato e applicarla sarebbe una pura follia
Blog delle Stelle (01/02/18)
Il 14 maggio 2018 M5S firma un contratto di governo con la Lega che prevede la flat tax

È previsto l’adeguamento della disciplina dei permessi di soggiorno agli altri paesi europei. Solo in Slovacchia e in Italia c’è quello umanitario ed è per questo che viene abolito
Luigi Di Maio (25/09/18)
Sono 25 i Paesi europei a prevedere il permesso di soggiorno umanitario. Tra questi, 21 sono parte dell’Unione Europea ( fonte: Pagella Politica )

Sull’intervento in Afghanistan siamo sempre stati chiari. Per noi quello è un intervento che per la spesa pubblica italiana è insostenibile. Il ritiro è nel nostro programma
Luigi Di Maio (14/11/17)
La ministra della difesa trenta nel luglio 2018 Conferma che la missione resterà e parla di una riduzione del contingente da 900 a 700 persone solo “quando e se si trovassero altri alleati”

Tagli alle spese militari relativi ad investimenti pluriennali per sistemi d’arma. Con questo taglio si destinano al reddito di cittadinanza le risorse prima destinate all’acquisto degli F35
Luigi Di Maio su Facebook (21/04/15)
La ministra della difesa Trenta in un’intervista a luglio conferma che l’Italia resta nel programma F35, E aggiunge l’obiettivo di arrivare al 2 per cento di pil in spese militari. oggi spendiamo l’1,4 per cento del pil

Il Movimento non è disponibile a votare nessun condono. Quindi se noi stiamo parlando di pace fiscale, di saldo e stralcio, quello che avevamo anche noi nel programma, siamo d’accordo. Se invece parliamo di condoni non siamo assolutamente d’accordo
Luigi Di Maio (18/09/18)
“Il condono fiscale consente di definire in modo agevolato i rapporti tributari, mediante la corresponsione di una somma di denaro inferiore al quantum a titolo di tassazione ordinaria, con contestuale abbandono della pretesa sanzionatoria” (fonte: Treccani )

L’Italia ha importato dalla Romania il 40 percento dei loro criminali. Mentre la Romania sta importando dall’Italia le nostre imprese e i nostri capitali. Che affare questa UE!
Luigi Di Maio su Facebook (12/04/17)
Bufala del tutto campata in aria nata da uninterpetazine errata di una veccha dichiarazione del procuratore di Messina ( Fonte: Pagella Politica )

Diverse migliaia di poliziotti risultano positivi al test di Mantoux sulla tubercolosi, un regalino del Ministero dell’Interno che li mandava a soccorrere gli immigrati senza dotazioni di sicurezza
Luigi Di Maio su Facebook (17/09/14)
Bufala: si trattava di poche decine di agenti. Le analisi mostrarono che nessuno aveva contratto la malattia (Fonte: Pagella Politica )

Fateci fare il governo e lo spread scenderà
Luigi Di Maio durante un comizio (29/05/18)
A ottobre, dopo 4 mesi di governo, lo spread supera i 300 punti

Lo spread è colpa di Forza Italia, Pd e dei loro giornali che fanno terrorismo mediatico
Luigi Di Maio alla stampa (29/09/18)

Abbiamo trovato i 17 miliardi (cioè il 2 per cento della spesa pubblica) che servono a restituire dignità e garantire 780 euro al mese a 10 milioni di italiani che vivono sotto la soglia di povertà
Luigi Di Maio su Facebook (09/07/16)

I punti salienti del nostro programma, Reddito di cittadinanza incluso, valgono a regime una spesa annua intorno ai 75 miliardi (con coperture di 70 miliardi). Il Movimento 5 Stelle può arrivare a coprirli senza dover fare i salti mortali. Anzi
Programma M5S sul Blog delle Stelle (01/18)
Banca d’italia, Corte dei conti, Commissione Ue e ufficio di bilancio del parlamento esprimono pesanti critiche per la mancanza di coperture della nota di aggirnamento al Def

Tav opera inutile e vergognosa
Luigi Di Maio su Facebook (20/12/16)

La tav è una montagna di merda, La Tav è un’opera inutile, anche un imbecille, se informato, lo capirebbe
Beppe Grillo sul Blog (2012)

Ora e sempre NOTav, continuiamo e continueremo per sempre a dire NO al Tav. E saremo sempre al fianco dei cittadini della Valsusa!
Blog delle Stelle (1/12/16)
”Il nostro obiettivo sarà quello di migliore la Tav. Non vogliamo fare nessun tipo di danno economico all’Italia ma vogliamo migliorare un’opera che è nata molto male” dichiara il ministro 5 Stelle alle infrastrutture Danilo Toninelli il 23 luglio

Con Il M5S al governo bloccheremo il Tap in due settimane
Alessandro Di Battista (2/4/2017)
“Abbiamo le mani legate, lo stop avrebbe un costo troppo alto” dichiara il Ministro per il Sud del M5S Barbara Lezzi il 16 ottobre […]
(Fonte: L’Espresso)

Il campobassano medio e la cacca di cane. Più o meno la stessa puzza.

Io ho cercato di farmeli piacere in tutti i modi. Giuro. Mi sono pure permessa di salutare chi faceva finta di parlare al telefono per non dovermi salutare. Ho pure chiesto scusa alla commessa di Intimissimi quando ho osato piegare una canotta da sola dopo averla aperta.
C’ho messo il cuore ma purtroppo non basta quando gli altri ci mettono tutto il loro culone galattico per fare in modo che mi stiano rovinosamente sulle ovaie.
Comincia sempre con la passeggiata cane. Il mio cane non fa in tempo a chinarsi per annusare una foglia di merda che tutta la città presente in loco si piega come si piega il grano quando arriva la musica di Sergio Leone. Seguono con il collo lo spostamento del buchino di Moony aspettando che ne esca cacca. E che io non la raccolga. Io li vedo. Ci siamo io, Moony, loro… e i boli di fieno che rotolano sotto il vento.
Mi fanno quasi tenerezza perché li deludiamo sempre: o Moony stava davvero solo annusando una foglia, oppure io ho la busta. E tolgo il malaffare di mezzo. Sempre.
Sono arrivata al punto di pensare con malizia che è arrivata prima la meschinità del campobassano e poi la cacca dei cani.
Cioè che è partito tutto da quel dubitare. Osservare. Disossare con gli occhi le mosse del padrone. E poi il padrone per dispetto ha scelto di lasciare la cacca in terra. Per dare senso a quella curiosità che se fosse fucile avrebbe sparato su tutti i culi non matematicamente verticali.
Nessuno ci sarebbe più, oggi.
Io odio i campobassani perché mi mettono ansia pure quando raccolgo la cacca. Pure quando faccio bene. Perché quando fai bene gli sbatti in faccia il loro essere piccoli e meschini.
Ahhhhhh, e mo’ m’so sfugat’!